Fiabe

 

foto racconto scrittrice Sonia Rospetti

 

Sito ufficiale di Sonia Rospetti

 

Selezione di testi inediti:

racconti, poesie e novelle.

 

 

 

Rospetti Sonia è la scrittrice dei testi qui pubblicati, ogni riproduzione è vietata salvo previa autorizzazione scritta rilasciata dall'autrice

 

Le fotografie sono per gentile concessione della

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Le scarpette fatate fiaba in  formato PDF

 

C'era una volta, in un bosco vicino ad un ruscello, la grotta di un simpatico orsacchiotto a cui piaceva tantissimo correre sui sentierini che si snodavano tra gli alti alberi. Qualche volta faceva delle gare di corsa con il leprotto Bianco, ma non riusciva mai a tagliare per primo il traguardo. Gli altri animali del bosco l'avevano soprannominato affettuosamente "Polentino", perché era lento e goffo ed aveva un pancino cicciottello.
Tutti gli volevano bene ed erano suoi amici, ma Polentino era molto triste perché avrebbe voluto correre veloce come il vento, sfrecciando leggero in mezzo ai cespugli, pestando allegramente le foglie canterine.
Sotto le fronde ombrose di una vecchia felce, che si trovava vicino alla grotta di Polentino, viveva Gina, una saggia tartaruga che spesso consolava l'orsacchiotto con le sue amichevoli parole.
- Non devi essere triste, piccolo orsetto - gli sussurrava dolcemente la buona tartaruga - continua ad allenarti con impegno e costanza e vedrai che riuscirai ad ottenere la vittoria.
Ma Polentino era sempre più malinconico, perché non riusciva a superare il leprotto Bianco e decise di abbandonare gli allenamenti.
Gina era molto preoccupata per il suo piccolo amichetto e decise di parlare con la civetta Carolina che aveva il suo nido nel cavo di una quercia maestosa. Le due amiche, dopo aver discusso a lungo, decisero di regalare a Polentino un paio di scarpette magiche, che donavano la velocità a chiunque le avesse indossate.
Appena l'orsacchiotto ebbe indossato le calzature fatate, iniziò a correre come un fulmine, sollevando al suo passaggio mulinelli di polvere e spaventando un pochino le piccole formiche che avanzavano impettite, in colonne ordinate.
Tutte le gare di corsa avevano ormai un unico protagonista: Polentino!
Una sera Polentino si rinfrescava le zampette nell'acqua chiara del ruscello, ed aveva appoggiato le scarpine magiche sopra un sasso. Improvvisamente un'ombra nera passò sopra l'orsetto e due artigli minacciosi ghermirono le magiche calzature. Il falco Brunone, dispettoso abitante del bosco, si alzò in volo portandosi via le scarpette.
Polentino si disperò, sospese tutti gli allenamenti, e non voleva più uscire dalla sua grotta, convinto che la sua energia fosse sparita per sempre.
Tutti nel bosco erano tristi per lui e Gina la tartaruga, insieme alla civetta Carolina, si erano pentite del loro dono.
Una disgrazia più grande, però, era in agguato per gli animali del bosco: durante un violento temporale un fulmine colpì un vecchio castagno e provocò un incendio.
Subito la volpe, il lupo ed il cinghiale radunarono gli animali e li condussero in salvo attraversando il ruscello, passando sui sassi che affioravano dall'acqua. Ma appena tutte le famiglie si ricomposero, il leprotto Bianco, che si era ferito una zampa nella fuga, si accorse che mancava Piumino, uno dei suoi otto figlioli. Il povero animale voleva tornare indietro per cercare il piccolo, ma la zampa ferita non glielo permetteva. Polentino, senza dire nulla, attraversò nuovamente il torrente e si lanciò come un razzo in mezzo alle fiamme. Le sue zampe parevano volare sul terreno ed in pochi attimi, guidato dalle urla del leprottino, arrivò alla tana e prese delicatamente Piumino tra i denti. Poi tornò al sicuro, veloce come il lampo, e consegnò il cucciolo tremante alla sua mamma ed al suo papà, che lo strinsero felici.
Fortunatamente il forte acquazzone spense il fuoco in poco tempo, il bosco non subì troppi danni e tutti poterono tornare nelle loro tane.
Ma nel bosco ora c'era un eroe, l'orsetto Polentino, per cui si organizzò una grande festa durante la quale gli fu dato un nuovo nome: Scheggia. Infatti, schizzando come una scheggia tra le fiamme, con coraggio ed altruismo l'orsetto aveva salvato il piccolo Piumino.
Scheggia riprese gli allenamenti e capì che la magia delle scarpine in realtà era la magia della sua volontà, che poteva permettergli di superare gli ostacoli e di raggiungere ottimi risultati. Oggi Scheggia è un campione delle Olimpiadi del bosco ed ha come allenatrici due sagge amiche, Gina la tartaruga e Carolina la civetta, che con i loro consigli lo aiutano a superare tutte le difficoltà.

 

 

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