Fiabe

 

foto sito scrittrice Sonia Rospetti

 

Sito ufficiale di Sonia Rospetti

 

Selezione di testi inediti:

racconti, poesie e novelle.

 

 

 

Rospetti Sonia è la scrittrice dei testi qui pubblicati, ogni riproduzione è vietata salvo previa autorizzazione scritta rilasciata dall'autrice

 

Le fotografie sono per gentile concessione della

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Il gabbiano fiaba in  formato PDF

 

Sotto la fragranza dei pini mossi dalla frizzante brezza marina, trascorre il sonnacchioso pomeriggio, mentre attendiamo che sulla spiaggia rovente la canicola lasci il posto alle ombre più lunghe. Occhieggiamo ansiosi il cancelletto di legno, aspettando il cigolio che annuncia l'arrivo di Nonno Franco, con i suoi giochi che incantano e le sue novelle che ci portano lontano. Ed eccolo che arriva. Subito ci si rianima: i bimbi lasciano il pallone e le racchette, i grandi dimenticano le carte ed il libro, chi fa la pennichella apre gli occhi attento e si rizza dalla sdraio. E mentre i suoi occhi vivaci catturano la nostra attenzione, la sua voce modulata ed accattivante ci prende per mano.

"Era un pomeriggio tranquillo come questo, sulla spiaggia i bagnanti si crogiolavano sotto il sole sonnecchiando e lo sciabordio delle onde favoriva la quiete ed il riposo. Io lavoravo ad una nuova creazione quando ... improvvisamente la spiaggia si animò, la gente si radunò, le voci si alzarono, i bimbi riscossero le mamme dai loro teli roventi, trascinarono i babbi da sotto gli ombrelloni. Mi avvicinai incuriosito al capannello che in breve si era formato, da cui proveniva uno stridio lamentoso. Sulla sabbia bagnata dal mare un povero gabbiano muoveva a fatica le sue ali, saltellava con le zampette, insicuro, roteava le lucide biglie scure, impaurito, e lanciava acuti gridi. Cercai di accostarmi a lui, ma mi sfuggiva e non mi lasciava avvicinare. Con pazienza e tranquillità mi feci sempre più vicino finché riuscii a vedere cosa era successo. Lo sfortunato gabbiano si era impigliato in un filo da pesca che gli si era attorcigliato intorno ad un'ala. Ogni suo tentativo di liberarsi peggiorava la sua situazione, intrigando sempre di più lo spago. Cercai di rassicurare il volatile e mi procurai un tronchesino. Con pazienza ed attenzione recisi il filo, mentre parlavo dolcemente a quella maestosa creatura costretta a terra. Il gabbiano parve calmarsi e quasi assecondava il mio lavoro. La gente intorno a noi guardava con apprensione, i bambini rincuoravano l'animale con semplici e dolci parole. Finalmente riuscii a liberarlo. In un primo momento il gabbiano restò immobile, quasi incredulo della ritrovata libertà, ancora timoroso. Quindi sbatté le ali, prima con cautela poi sempre con maggior sicurezza, fece alcuni saltelli sulla spiaggia marcando il bagnasciuga con le sue caratteristiche impronte. Lanciò uno strido acuto e si innalzò nel cielo, alto, imponente e libero, mentre tutta la spiaggia lo salutava con applausi e urla di gioia. Lo vedevamo volare sempre più in alto, allontanarsi, diventare sempre più piccolo, ma noi allungavamo lo sguardo per seguirlo fin dove possibile. Quando ormai era un puntino quasi impercettibile, lo vedemmo diventare più grande, distinguemmo nuovamente la sua sagoma, avvertimmo i suoi gridi acuti e d'improvviso fu su di noi. Sembrava inclinarsi, finché si posò sulla sabbia, a pochi metri da me, chinò il capino, lo girò intorno, saltellò, batté le ali, lanciò un alto grido e poi si levò di nuovo in volo.Noi tutti, osservandolo in silenzio ed esitando a pronunciarci, pensavamo che il suo fosse stato un vero e proprio gesto di riconoscimento; finché un bimbo esclamò: "Mamma, è tornato! E' tornato a salutarci e ringraziarci! Hai visto?".

Gli occhi di Nonno Franco si illuminano mentre racconta questa storia che l'ha arricchito di un'esperienza così coinvolgente e gratificante. Anche a noi il ricordo delle sue parole renderà più serene le lunghe sere invernali.

 

 

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